Flamma Draconis

Artisti del Fuoco Incantatori di Folle

Lancia
T anto tempo fa in una terra lontana lontana...
un'orda de poracci non se mostrava troppo sana.
Ei morivan pe questioni de semenza
e pel cibo de cui sicuro eran senza.
In te lo sconforto estremo
se sfogavan sovente col supremo.
Quand'ecco l'ennesima imprecazione
fece infuriare lo celeste Signore
che finì col rispondere con piglio divino
scagliando nà folgore sul povero Caino.
Il nostro prese foco e a correre et urlare
invocando il fratello che lo potesse aitare!
Un batter d'occhi e Abele arrivò
ma pe mancata arguzia tosto bruciò.
Oh che destino infame segnò lor incedere urlante!
Incrociarono Caterina Malasorte quella petulante!
"Che altro abbiamo a temere e tremare?
Non può andar peggio siamo qui a bruciare!"

Si sa. Al mal non v'è mai peggio.
Ella urtò delle api un seggio!
deco
De li insecti ratta e furente la reazione
de li sciagurati lo sciame prese direzione.
"Oh che iella oh che sventura!
Foco et insetti che tortura!"

Giunse Nerone il gran gigante
che emise del vento all'istante.
Elli avea del cul fatto trombetta
l'insolito soccorso se rivelò n'fretta.
Estinto il foco e svenute le api
Novella! Il petomane li ha salvati!
Il dado è tratto...oramai neri e abbrustoliti
presero a fiammeggiare per ogni dove sono iti.
Così pare andò cotal faccenda
e se v'aggrada la vicenda
a cor leggero seguite queste genti
vedrete fuoco, prose e mai lamenti.
Lazzi e sputafuoco,
novelle e mangiafuoco.
De foco pure le danze e li vostri spaventi
Sopravviverete sol se vi direte contenti!